Passa ai contenuti principali

IL DISEGNO, L'OSSERVAZIONE LENTA: A SCUOLA DA MARIA MALTONI

L'ARTE DI PERDERE TEMPO A DISEGNARE


"...in modo che mai più si dimenticheranno, come non si dimentica mai quello che la vita, e non i libri, ci insegna."


Sono stata alla mostra "I disegni di San Gersolé", all'Impruneta, aperta fino al 30 giugno.
Il mio intento principale era trarne ispirazione per il materiale didattico che vado elaborando e che scoprirete nelle visite guidate con me... e ne sono uscita con un sentimento di positività e speranza sull'educazione anche dei miei figli.

A dir la verità, secondo il mio modesto parere, la mostra è allestita maluccio, nemmeno un pannello esplicativo, nemmeno un po' di enfasi sul grande progetto educativo della maestra Maria Maltoni, neanche una persona che all'entrare si fosse voltata per dirti "benvenuto!". Per fortuna alla fine un simpatico signore, amico di allievi della scuola all'epoca, ci ha dato qualche informazione di più. 
Le considerazioni le devi trarre da solo, guardando semplicemente i disegni e i quaderni, devi fare lo sforzo di riflettere... forse è un'intento sottinteso, un'altra "trovata" della maestra! Però per chi non conosceva questa figura come me, l'allestimento non aiutava.

Anyway...
La maestra aveva intuito un nuovo modo di educare i suoi allievi attraverso l'osservazione lenta e meditata delle cose, rielaborate con il disegno e con brevi racconti sul diario.
Colpisce la spontaneità e la freschezza del loro linguaggio, ma soprattutto la bellezza dei loro disegni...
Credetemi, talmente accurati, soprattutto quelli su fiori, foglie e animali, da far pensare che siano stati fatti da un esperto....e invece sono stati i bambini!
Il segreto è nel "perdere" tempo a osservare ogni minimo dettaglio, colore, ...

Quante cose può ancora insegnare a noi: la bellezza della vita naturale, della lentezza, dell'osservare per capire il perché delle cose.


"Non è immaginabile quanto questo esercizio influisca sull'educazione del bambino al concentrarsi, al pensare, allo stare attento, al divenir preciso, al far tacere, gradatamente, il bisogno di continuo movimento e al saper trovare nel lavoro un compenso a questo bisogno".

In un epoca come la nostra, del Tutto-e-subito, dove "si uccide l'anima delle cose e si toglie la gioia del fare".



Nel 1949 in seguito a una mostra di grande successo con i disegni dei ragazzi di San Gersolè, Oriana Fallaci scrisse un articolo intitolato "Aria di San Gersolè" ne Il Mattino dell'Italia centrale:

«Maria Maltoni, la maestra, è una enorme signora dai capelli grigi, il volto largo, buono, piacevolmente sorridente, gli occhi acuti, inesorabili, che par vi vogliano squadrar dentro, misurare su due piedi la vostra intelligenza e vedere se le avete capite lei e la sua scuola. (...) è coltissima di studi pedagogici, possiede una intelligenza eccezionale che spende tutta fra le quattro mura con trenta ragazzi di quella borgata dove vive la sua missione insieme pacata e rivoluzionaria, il suo esperimento così lealmente lontano da una intera tradizione didattica». 

«S. Gersolè non è nemmeno un paesetto: una stradina stretta e tutta ciottoli, tanti campi intorno, gruppi di case contadine qua e là, una chiesetta con un campanile, barocco, la scuola con un timido rosaio arrampicato sulla facciata, e un’aia con i polli vicina. A S. Gersolè (veramente si chiamava San Gerusalem: ma il nome era troppo difficile per i suoi abitanti e un po’ per volta è diventato San Gersolè) la scuola è una casetta di campagna bassa e scortecciata. 
(...) Un vaso di fiori sul tavolino della maestra, uno accanto alle spannocchie di granturco maturo sulla stufa, uno sulla libreria, e uno, perfino, presso una serie di quadretti di fiori, dipinti dai ragazzi, stesi come un arazzo cinese, e che ogni tanto vengono sostituiti, come i fiori veri, con quelli più freschi». 




La sua scuola era considerata l'ultimo asilo dei sogni(...) che coglieva solo la bellezza del paesaggio di pagliai e di uliveti, in un'epoca in cui il lavoro rurale cominciava ad essere sostituito da quello operaio in città.
Nel 1949 uscirono I diari di San Gersolè, una antologia di disegni e di brani tratti dai quaderni dei ragazzi, e nel 1963 vennero ripubblicati col nome di Quaderni di San Gersolè, editi da Einaudi e presentati da Italo Calvino.
Commuovono la precisione e la bellezza con cui si dà spazio ai mestieri come il carbonaio, il pecoraio, il barbiere; momenti di vita quotidiana,quali l'uccisione del maiale, il cane da caccia, o il taglio del fieno.


Il Fondo Maria Maltoni, presso la Biblioteca Comunale dell'Impruneta, conserva circa 1500 quaderni, oltre 1000 disegni e 600 pagine del Giornale di San Gersolè.

info da: B. Salotti, Enciclopedia delle donne (contenuti pubblicati sotto licenza Creative Commons) \ Fabbricaimpruneta.it \ 

Commenti

Post popolari in questo blog

AZIENDA AGRICOLA LE VALLI A LUCARDO

Luglio 2015. Cosa ho fatto a 39 settimane di gravidanza e 36 gradi all'ombra, di domenica pomeriggio? Ma sono andata dai più cari amici, al fresco, all' inaugurazione della loro azienda agricola Le valli a Lucardo !!! L'azienda Biologica di Luca produce ortaggi di stagione buoni e profumati, e un pecorino prodotto con il latte dei suoi animali...e soprattutto l'olio, richiesto anche fuori Toscana, talmente è bono! Potrete visitare l'orto e la stalla, il frantoio e il caseificio, e apprezzare il paesaggio unico della valle... e magari ammirare il tramonto dalla terrazza panoramica. Avete notato nella prima foto la scritta "Rifugi"? Bé questa è una bella storia da raccontare, meglio ancora da farsi raccontare dalla viva voce della nonna di Luca: infatti in fondo al sentiero all'interno dell'azienda, si trovano i rifugi scavati nella terra  durante la Seconda Guerra Mondiale. Proprio lì si rifugiarono alcune famiglie del Fia

La storia (infinita) parte 2

LA BELLEZZA E' FIGURA DEL BENE Seconda e ultima parte della "mia" Storia (infinita) Non arrenderti... Devi avere fiducia in te! Corri, dai! Non dubitare di te stesso, corri Atreiu! Nella storia Atreiu si ritrova faccia a faccia con se stesso e spesso davanti a scelte difficili. Bastian alla fine capisce che può salvare Fantasia, deve solo dare un nome all'imperatrice, che sta parlando proprio a lui! -Che cosa deve fare? Deve darmi un nuovo nome! -Bastian perché non ascolti i tuoi sogni? Ma io devo restare coi piedi per terra… -Grida il mio nome Bastian, ti prego salvaci! Va bene vi salverò, darò ascolto ai miei sogni! In extremis, ma ce la fa: rimane solo un granello minuscolo, il Nulla ormai ha divorato quasi tutto. Tranne il minuscolo granello di sabbia . L’imperatrice gli dice che la sua immaginazione e i suoi desideri hanno il potere di far ritornare in vita la sua terra, gloriosa come una volta. Come guid